Ferencvaros – Juventus 1-4 le pagelle e i voti della sfida di Champions

Ecco di seguito le nostre pagelle sulla gara di Champions finita 1-4 tra Ferencvaros e Juve. Brilla ancora una volta la stella di Morata, non incide Ronaldo. Dybala entra e approfitta di una papera del portiere per segnare.

Pagelle e voti Ferencvaros-Juve

Szczesny 6 quasi spettatore non pagante, salva la porta su un retropassaggio Killer di Chiellini.

Cuadrado 6,5: tanto lavoro e tanta corsa come sempre

Bonucci 6 i soliti lanci  imprecisi per il resto benino a parte la dormita al 90′ sul gol dell’1-4

Chiellini 6,5 la sicurezza, anche se una sbavatura questa volta l’ha rimediata Sszcesny, ma niente ha potuto fare sull’unico gol subito dalla Juve

Danilo 6,5 – buona gara, meglio quando gioca a sinistra che a destra, ma ricopre i due ruoli e tiene su la baracca.

Ramsey 6 –  non male la partita del gallese, peccato finisca dopo un solo tempo a causa del solito infortunio muscolare. Lo rivedremo tra un mese?

Arthur 6 – non è la sua serata, Pirlo ci ha spiegato che aveva già problemi fisici nel pregara e il mal di pancia gli impedisce di giocare a dovere.

Rabiot 6 – continua a far bene, soprattutto in interdizione,  qualche errore  nell’ultimo passaggio

Chiesa 6 – perfetto a saltare l’uomo, credo che sia l’uomo giusto per arrivare a fondo campo e crossare per CR7 e Morata o x chi arriva 

Morata 8  –  il migliore della gara, poco altro da aggiungere. 

Cristiano 5,5: anche un extraterrestre ogni tanto si riposa. 

Bentancur 6 – non è ancora al suo livello migliore. ma oggi entra in campo con la giusta cattiveria. Sulla buona strada.

McKennie 6,5 buona parrita,  deve velocizzare di più il pallone

Dybala 6,5 il gol gli serviva più per sbloccarsi a livello mentale che altro. ben lieto che sia arrivato, anche se frutto di una papera colossale. Due regali che fanno morale.

Frabotta SV minuti in cascina per fare esperienza

Di seguito anche le pagelle della nostra redazione, dettagliate:

SZCZESNY 6 Serata d’autunno a Budapest, che non è propriamente Taormina. Indossatore “stiloso” di maglioni sgargianti, multicolori e dispensati dai creativi pazzi dello sponsor tecnico. Stasera gli inserti ed i risvolti verdi ammiccano al grigio acciaio inox. Avete capito che divago per occupare lo spazio a lui dedicato, chè me la caverei con: inoperoso. Eppure si becca il solito gol per distrazione collettiva.

BONUCCI 6 Pronti via, la difesa si assesta come con la Dynamo e Bonny scivola sulla destra in un’ipotetica difesa a…2. Dialoga serenamente con Chiellini, fregandosene bellamente di Arthur che assiste bramando il pallone al “titictitòc” dei compagni di lungo corso. Non è impegnato oltremisura dagli attacchi spesso velleitari dei magiari e così può dedicarsi ad un pisolino sul finale con relativa “gambina” di fronte a Boli che ringrazia e fa il gol della bandiera.

CHIELLINI 6 Miracolo! Giorgione gioca e conclude una partita intera. Vale per lui quanto scritto per Bonucci. Serata tranquilla, trascorsa a passarsi la palla con sufficienza. Si ottenebra per un istante, quando vede e rivede come il portiere Dibusz sia generoso. Pensa allora di emularlo, per fortuna senza conseguenze.

DANILO 7 Ho voluto guardare il match per cercare di trovare Danilo in castagna. Niente da fare: percorso netto. Abbiamo trovato un acquisto rispetto alla scorsa stagione senza saperlo. Sa accorciare in pressing, recupera palle con eleganza ed efficacia, rilancia l’azione, tutto con naturalezza. Quasi quasi mi devo ricredere sui terzini brasiliani. Imbuca un pallone per Chiesa, fermato da un’unghia del difensore ungherese, se no era una giocata da almanacco del calcio.

CUADRADO 6,5 Partita di ordinaria amministrazione, cioè di grande sostanza ed applicazione. Propizia la rete di apertura mettendo in mezzo un pallone dal fondo area di rigore, bruciando il diretto marcatore come una spruzzata di lanciafiamme. Perfetti allineamenti della difesa a 4, meccanismo che con Juan ha del naturale. Sapeste quanto è difficile… (FRABOTTA S.V. Esordio in Champions per un ragazzo che si sta togliendo tante soddisfazioni)

ARTHUR 6 Della serie: “Io che ci faccio, qui?” Troppo abbassato sulla linea dei centrali, non si inserisce mai in modo sostanziale. Rispetto a Spezia mette qualche palla in avanti, ma roba di poco conto. A parziale discolpa ci si mette pure un’indisposizione (così scriveva mia mamma come giustifica se stavo a casa da scuola) che lo costringe a restare negli spogliatoi (BENTANCUR 6,5 Dal borotalco al truciolato. Con lui in campo si ha subito l’impressione di un centrocampo più solido e più mobile. Recupera palle importanti e rilancia l’azione pericolosamente. Deve ancora imparare a far correre la palla senza andargli appresso).

RABIOT 7 Tra i migliori in campo. Già nel 1° tempo si fa notare per una notevole “grinta” nei contrasti, senza incorrere in fallosità di vecchia memoria. La “chicca” tattica però avviene alla ripresa, quando per l’uscita di Arthur, va ad occupare inopinatamente proprio la posizione del brasiliano. E vedere Adrien giocare da “play” è un gran bel vedere. Smette di rincorrere gli avversari quando l’arbitro fischia la fine. Molto, ma molto bene!

CHIESA 6,5 Pare che Ronaldo gradisca giocargli assieme. Ed è detto tutto. Federico II° (il I° è alquanto in disgrazia) occupa la fascia sinistra con un movimento in profondità che non si avvita nel fine a se stesso. Mette un paio di traversoni bassi telecomandati ed un pallonetto delizioso per Morata che meriterebbe migliore destino. Altro che balle: ottimo acquisto (BERNARDESCHI 5 Federico I° è anche sfortunato. Da un suo contrasto perso scaturisce la rete del 1 a 4. Pazienza. Ma vederlo stoppare un tiro diretto in porta a CR7 per il 5 a 1, mentre attraversa senza motivo l’area di rigore biancoverde, ha del paradossale. Bernardeschi assume talvolta tratti kafkiani. Secondo me Cristiano gli leva il saluto)

RAMSEY 6 Occupa con diligenza lo spicchio di campo assegnatogli, a ridosso delle punte. Ma torna indietro con notevole costrutto e fa densità anche più in basso, creando non pochi grattacapi al centrocampo avversario. Per carità, nulla di trascendentale, ma utile. Poi, come se fosse una farfalla trafitta da un raggio di sole (…ed è subito sera), si ferma annichilito e saluta la truppa per infortunio, l’ennesimo. (McKENNIE 6,5 Giròvaga per il campo alla famelica ricerca del pallone. Rincorre anche le gocce di pioggia ad una ad una. Deve essere un bel “rompiscatole” per gli avversari. Ha il grande merito di partecipare all’azione del raddoppio, imponendo una finta in faccia al difensore, che smarca Morata per un gol da cineteca).

MORATA 8,5 Che Dio ce lo conservi così fino alla finale di Champions, compresa. L’intesa con CR7 lievita ed i due si cercano come pochi. Sull’azione del gol iniziale, c’è lo zampino di Ronaldo, per un comodo appoggio in rete del “bel tenebroso”. Verso il 30° Morata sacrifica una rete fatta per appoggiare a Cristiano. Morata raddoppia con un “eurogol” e si sciroppa il pressing alla Mandzukic senza battere ciglio. E’ tonico, con la corsa sciolta e con la grande dote di difendere il pallone caparbiamente, facendo salire la squadra. Abbiamo dovuto perdere un giovane Morata per recompra, ma è tornato maturo, esperto e convinto. Quinta scelta azzeccata, o no? (DYBALA 7 D’accordo, i gol glieli ha regalati il numero 1 ungherese, degno di “Oggi le comiche”, ma ci si deve trovare pronti per approfittarne e Paulino c’è. Che sia viatico di rinascita. A noi servono tutte le punte, nessuna esclusa)

CRISTIANO RONALDO 6,5 Combattente, lottatore, ma con le polveri bagnate (col tempo che fa…). E’ il primo ad accorgersene e decide di mettersi al servizio dei compagni, segno di intelligenza non comune. L’intruso “amico” Berna gli nega forse la rete. Qualcuno gli racconti la storiella delle ciambelle prive di buco.

PIRLO 7 Ci siamo o per lo meno ci sono segni che la “creatura” sta prendendo forma e sostanza. La formazione è la stessa da 3 incontri, le scelte appaiono consolidate. Non fa a meno di Chiesa, Rabiot è ormai fisso, il sacrificato ad oggi è Kulusevski. Ciò che appare evidente è il formarsi di un’identità fatta di controllo della palla, pressing alto, gioco sempre più consistente sulle fasce, laddove Chiesa e Cuadrado garantiscono una spinta continua. Anche i meccanismi nella terra di mezzo lievitano, dando forma anche a momenti di gioco convincente e di pregevole fattura. E’ cambiato anche Andrea Pirlo. Ha abbandonato il clichè di uomo dall’espressione monocorde, impassibile come un lord inglese, per vestire i panni di un mister che urla e richiama. La squadra cresce e Pirlo con essa.

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