Inter-Juve 3-0, pagelle e voti: disastro totale

SZCZESNY 5 Prende 2 reti da fermo. Fermo!!!! Serve a Lautaro un tap-in comodo e buon per lui che il tiro finisce al 2° anello. Ha come unica attenuante la poca copertura della difesa, ma tutto il suo contributo alla sconfitta, per tanto o poco che sia, ce lo mette in toto.

DANILO 5 Sarebbe bene che in allenamento qualcuno lo impegnasse a fare 2 ore di appoggi in avanti ogni giorno che fa Iddio. Chissà che perda il vizio di passare indietro quel cavolo di pallone. Non demerita nella fase difensiva, giacché Young appare poco decisivo. Si fa trovare fuori posizione di almeno 40 metri nell’azione del raddoppio.

BONUCCI 6 Fa quel che può di fronte alle truppe dirompenti che Conte manda ad occupare la trequarti, senza che il suo omologo faccia una piega. Prova qualche lancio per alleggerire la pressione, libera spesso di testa in area, imposta l’azione e chiude su Lautaro con buoni risultati. Lo mena pure, come si deve fare per farsi rispettare e si becca un’ammonizione che la dice lunga sulla sua presenza in campo, rispetto a certi altri fantasmi.

CHIELLINI 6,5 Disinnesca il Babàu grande e grosso. Una sola volta gli crea la situazione di perno in rotazione. Per il resto marca Lukaku come va fatto: dandogli campo ed aspettandolo per l’anticipo. L’esperienza al servizio della squadra: peccato che la squadra non ci sia.

CHIESA 5,5 Per tutta la gara studia come entrare nella difesa nerazzurra e nel contempo va alla ricerca di un attrezzo indispensabile nel gioco del calcio: il pallone. Lo trova verso la fine della partita ed è bravo Handanovic. E’ comunque uno degli ultimi a scomparire dal campo.

BENTANCUR 4 La diffida lo tiene negli spogliatoi per tutto l’incontro. La lentezza da sudamericano con poncho e sombrero nell’ora della siesta completa il capolavoro al contrario che don Rodrigo confeziona nella serata di Milano. Sballottato in mezzo al campo, alla rincorsa delle azioni, per essere al passo con qualcuna di esse e regolarmente indietro in modo drammatico. Quando imposta, una ne azzecca e quattro ne sbaglia. E’ all’ultimo anno di Juventus, sia ben chiaro.

RABIOT 2,5 Mezzo punto in più perché è il cocco di mamma. Benedetto (o maledetto?) chi lo ha messo in campo ed altrettanto chi lo ha ingaggiato. Gli elefanti rispetto a lui sono centrometristi. Si dimentica di togliersi dal fuorigioco sull’azione del presunto vantaggio bianconero, vanificando forse l’unica idea di gioco vista in 95 minuti. Ha movenze a dir poco indisponenti e vaga senza costrutto e senza coordinamento con i compagni fino ad irritare il più ben disposto dei tifosi. Il mister lo sostituisce dalla disperazione, ma non doveva nemmeno fare mente locale a sto pennellone che non spiaccica una parola di italiano. Non copre, non attacca, non è utile, non serve a nulla. Altra cessione a fine stagione, anche pagando pur di non vederlo più. (KULUSEVSKI 6 Praticamente si rende più pericoloso lui in 20 minuti di tutto il resto dell’armata brancaleone. Domanda spontanea: in panchina se ne accorge Pirlo o si volta dall’altra parte? Comunque, tanta voglia ma poca resa, non è serata)

FRABOTTA 5 La paura fa…Hakimi. Sfarfalla, ma non molla. Ci vuol altro, ma in mezzo alla vergogna sparsa, è tra i meno disastrosi. Qualcuno gli spieghi che se si resta indietro per rintuzzare un’eventuale ripartenza, lo si fa con grinta massima ed attenzione feroce, se no ci si fa infilzare come un tordo, da un Barella coast to coast. (BERNARDESCHI 4,5 Batte i calci d’angolo, per dare un senso alla sua presenza in campo. Il rinvio con parabola simile ad una gaussiana che finisce fuori sotto gli occhi stralunati di CR7, ha del comico spinto, a patto di avere voglia di ridere e stasera non è cosa.)

RAMSEY 5 Dice Pirlo che è stupito dall’intelligenza del gallese. Sarà, ma una partita di calcio non è esattamente il “Rischiatutto” di Mike Bongiorno e vince chi fa più gol, non chi risponde a più domande dentro una cabina. Non arriva mai, ma dico mai al limite dell’area avversaria ed allora a che serve tutta sta intelligenza? Contro una formazione fisica, gli svolazzi hanno vita breve ed anche le speranze (McKENNIE 5,5 Non schierarlo da subito è un reato e schierarlo a frittata bell’e fatta e mangiata è la prova del reato. Per 60 minuti si assiste ad una metà campo vuota di maglie bianconere, con un Inter che gioca sul velluto senza opposizione e Weston viene buttato dentro quando può ormai solo fare il solletico ai dirimpettai. Eppure in area lui ci entra e crea anche qualcosa di pericoloso, ma i giochi sono fatti)

MORATA 5,5 Alvarone c’è, è fisicamente presente, ma passa lunghi momenti ad attendere che il pallone compaia nei suoi pressi. Partecipa intelligentemente al gol annullato e se è annullato non fa curriculum. Corre per il campo a fare pressing e niente altro. Si incazza talmente tanto da prendersi un giallo di frustrazione. Le belle serate sono un’altra cosa.

CRISTIANO RONALDO 4,5 Tutto ciò che fa lo fa male. Al solo scriverlo, i brividi si allocano lungo la spina dorsale. I compagni lo cercano in maniera invereconda e lui non fa nulla per accendere almeno la luce di una torcia elettrica. Fa due tiri verso la porta che passano come i dardi tirati da un principiante e che scrostano il muro dell’intonaco. Fine della trasmissione. Si spera solo per stasera.

PIRLO 4 Le partite della Juventus durano sempre meno. Almeno prima si arrivava fino alla mezzora. Da un po’ di tempo al quarto d’ora del primo tempo si va già in difficoltà. Formazione sbagliata che contribuisce a svuotare di significati la prestazione juventina. L’Inter vince facile e questo è il più grosso rammarico che possa capitare addosso a chi ama la Juve. Centrocampo inesistente, senza un tentativo di correggerlo da subito, fino a quando forse si era ancora in tempo. Uomini sbagliati e svogliati (Rabiot su tutti), Frabotta colpevolmente schierato per amore dell’azzardo. Ma non siamo al casinò di Saint Vincent. Con una difesa rabberciata in tal modo forse era il caso di presentare Arthur e non Bentancur, McKennie in interdizione e non Rabiot, un Kulusevski dall’inizio e non Ramsey. Insomma l’Inter va affrontata con kili e muscoli e non con fragili soubrettes del Moulin Rouge, senza nemmeno l’energia di tirare su le sottane nel can can. Dispiace scriverlo, ma stasera la sconfitta ha un responsabile in panchina. Totale.

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