Juve-Inter Coppa Italia 9 febbraio: le parole di Pirlo

Atutti i costi. Andrea Pirlo non ammette altro epilogo che l’approdo in finale di Coppa Italia: dopo la vittoria in rimonta dell’andata, il tecnico lancia la Juve con l’obiettivo di completare l’opera questa sera con l’Inter e tornare a giocarsi un trofeo che in bacheca manca dal 2018 e che lo scorso anno è sfuggito ai rigori con il Napoli.

“La finale è un obiettivo che dobbiamo centrare a tutti i costi” riassume ai microfoni di JTv. La doppietta di Ronaldo a San Siro regala ai bianconeri un piccolo ma significativo vantaggio ma il Maestro non intende speculare sul risultato dell’andata, perfettamente consapevole che un approccio mentale più rilassato per il privilegio del successo del primo round porterebbe delle conseguenze negative. “La Juve dovrà giocare da Juve, come sta facendo nelle ultime partite – ordina -. È il secondo round di una grande sfida, contro una squadra molto organizzata e che conosciamo bene. Sarà una partita dura e difficile; sarà una battaglia però siamo pronti per affrontarla al meglio. Bisogna partire con l’atteggiamento di essere alla pari, si parte da 0-0. Non possiamo rimanere fermi al risultato dell’andata, perché si è azzerato tutto. È come se fosse una finale, quindi dobbiamo avere l’atteggiamento di una squadra aggressiva, che sa quello che vuole. Dobbiamo essere belli concentrati perché è un traguardo troppo importante per lasciarselo scappare”.

Juve-Inter del 9 febbraio, le parole di Pirlo

Dal punto di vista psicologico, però, la Juve ha fatto un grande salto di qualità da sei partite a questa parte, dal crollo con i nerazzurri in campionato per intendersi. E questo fa stare tranquillo il Maestro: «L’aspetto mentale è quello che mi rassicura di più dopo le ultime partite: siamo molto positivi, crediamo in ciò che facciamo e questo è un bel punto di partenza. Abbiamo in testa degli obiettivi ben precisi che vogliamo raggiungere e su questo lavoriamo.

La lezione di metà gennaio evidentemente è servita e la Juve è tornata a fare la Juve, crescendo nel gioco, nello spirito, nella solidità mentale e difensiva. E, naturalmente, nei risultati. «La chiave è che siamo molto più compatti – riflette Pirlo -. Giochiamo da squadra, corriamo l’uno per l’altro e ci aiutiamo in ogni situazione e questo ti fa fare il risultato. Perché non prendere gol non è solo merito della difesa ma è merito di tutta la squadra, in quanto il pressing parte dagli attaccanti. Quando riesci a salvaguardare la tua area, è merito di tutti».

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Il Maestro ha trovato risorse importanti anche dal turnover, smontando e rimontando la squadra per assecondare un calendario che non dà respiro. I bianconeri sono reduci da 11 partite in un mese, quella di stasera sarà la dodicesima in 34 giorni. Logico sfruttare la profondità della rosa per dosare le energie, così pure oggi ci saranno diverse novità. A cominciare, spiega Pirlo, da «Buffon in porta e Kulusevski che giocherà dal primo minuto». «Stiamo bene, ma è naturale che ci sia un po’ di stanchezza sia fisica sia mentale – prosegue -, però sapevamo dall’inizio che sarebbe stata una stagione lunga e faticosa. Abbiamo grande qualità all’interno di tutto il gruppo: 23 titolari che possono giocare qualsiasi partita. Adesso siamo in mezzo a gare importanti e ravvicinate però dobbiamo stringerci, recuperare il più possibile e cercare di dare il meglio». E andare in finale. A tutti i costi.

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