Inter-Juve oggi 2 febbraio 2021: analisi tattica prepartita di Coppa

Stavolta Pirlo può stare più tranquillo, l’Inter senza Lukaku ha un’altra faccia, perde muscoli, centimetri e gol. Ma l’assenza che più lo rasserena probabilmente è quella di Hakimi, il miglior terzino destro del campionato insieme a Calabria e soprattutto l’uomo che aveva mandato in tilt la difesa dei campioni d’Italia il 17 gennaio scorso. Attacco a destra, sul fianco occupato da Frabotta, partiva Hakimi e si allargava Barella, per la Juve era stato un inferno anche perché Ramsey non si era mai preoccupato di sostenere il giovane terzino bianconero. Darmian non ha la qualità di Hakimi, non ha la sua capacità offensiva, ha altre caratteristiche e comunque la presenza di Alex Sandro alzerà il livello di esperienza della difesa juventina.

Inter-Juve: Barella osservato speciale di Pirlo

Stavolta sarà diverso, Conte dovrà sorprendere il suo giovane collega in altre zone del campo, sarà costretto ad attaccarlo con armi più sofisticate, non col lancio lungo per Lukaku. La palla alta potrà avere un senso solo sui calci d’angolo, quando in area bianconera arriveranno Skriniar e De Vrij, le torri della difesa, ma l’inizio della manovra dovrà cambiare. Serve la palla a terra per Sanchez e Lautaro Martinez, serve un accompagnamento diverso, più tecnico e meno fisico. C’è un giocatore a cui la Juve dovrà dedicare un’attenzione particolare, è Barella. Se pochi mesi fa Conte lo prendeva come esempio (o meglio, prendeva come esempio le sue origini calcistiche di provincia) per dimostrare che all’Inter mancava esperienza, adesso dovrà indicarlo come il giocatore trainante della squadra. Barella ha una forza che non si stanca mai di dimostrare, è il giocatore che abbina ed esalta la quantità alla qualità. Sarà l’avversario più complesso per il centrocampo della Juve.

Vera Inter e Vera Juve?

Dal 13 gennaio, giorno dei quarti di finale di Coppa Italia a Firenze, l’Inter ha vinto 4 partite delle ultime 5, e una di queste è proprio lo scontro diretto con la Juventus. La ricerca di Conte sta per raggiungere l’obiettivo, è davvero vicino alla vera Inter e vincendo questa prima semifinale di Coppa Italia potrebbe fare un altro passo avanti in quella direzione. Ha allargato le sue scelte (anche se sarebbe più giusto dire che è stato spinto ad allargarle per il blocco del mercato), sta tentando di recuperare Eriksen dopo un anno buttato via, ha dato certezze al trio difensivo, sta provando a rimettere in sesto (in senso calcistico) Vidal, rispetto a qualche tempo fa adesso ha trovato una continuità di risultati e di prestazioni che confortano le ambizioni interiste. Ma sotto questo aspetto anche la Juve di recente ha fatto dei progressi. La sconfitta di San Siro contro l’Inter era stata così netta e, sotto l’aspetto tattico, così imbarazzante che avrebbe potuto intaccare le sue certezze. Invece è accaduto il contrario, la Juve si è ripresa subito, ha battuto il Bologna e la Samp in campionato e ha conquistato la Supercoppa, primo trofeo di Pirlo allenatore.

Inter Juve: occhio a Chiesa e Ronaldo

E’ cresciuto, e non poco, Federico Chiesa. La sera di San Siro aveva giocato per un’ora a destra, ma la sua fascia ideale è l’altra. Pare che stasera possa entrare solo a partita in corso, eppure l’assenza di Hakimi potrebbe favorire non poco l’esplosività dell’ex viola. Quando giocano lui a sinistra e Cuadrado a destra la Juve prende un ritmo e una velocità difficili da sostenere. Salterà il duello LukakuRonaldo, così il portoghese potrà avere via libera. Ha messo la sua firma in Supercoppa, ma in campionato dal 6 gennaio a oggi in 5 partite ha segnato solo un gol superfluo (il terzo al 92′) nel 3-1 contro il Sassuolo. Sarebbe da folli parlare di crisi del gol per il capocannoniere della Serie A, ma possiamo dire che CR7 ci ha abituato ad altre medie realizzative.

A San Siro, nella gara persa in campionato, le telecamere lo avevano pizzicato con un sorriso beffardo dopo il 2-0 dell’Inter. Sembrava volesse dire “così no, così non si può prendere gol”. Se davvero voleva dire questo, aveva ragione. Ma ora anche da lui c’è bisogno di un cenno alla sua maniera, quella sera Cristiano era stato uno dei bianconeri più anonimi e l’anonimato non fa per lui.

Come quasi tutte le grandi sfide con partite di 180 o magari di 210 minuti, la qualificazione si deciderà al ritorno, però stavolta la Juve ha il vantaggio di non trovare sulla sua strada due dei tre giocatori migliori dell’Inter: senza Lukaku e Hakimi, occhio a Barella. E poi c’è Conte, che in campionato ha fatto la differenza.

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