Pagelle Juve Genoa di Coppa Italia: voti e migliore in campo

BUFFON 5,5 La migliore parata gliela fa Arthur di testa. Per il resto assiste gratis e becca 2 reti nelle quali non sembra incolpevole.

DEMIRAL 6 Respingere, respingere, respingere, vero allievo di Borrelli, il magistrato. Si esercita molto di testa e sta in posizione da vero “bugia nen” (DANILO 6 Della serie, dove non ci arriva il turco, fallo tu. Si applica negli anticipi e concede a Scamacca e compagni bel poco. A dire la verità, l’ho preferito altre volte)

DRAGUSIN 6,5 Ha forza il ragazzo, ha tenacia, ha la magia della giovinezza e sta in campo fino alla fine conteggiando più le palle buone che quelle sporche. Fa concorrenza a Rabiot circa lo chignòn.

CHIELLINI 6 Rientro confortante dal punto di vista fisico, ma con minutaggio limitato. Perentorio negli interventi e sveglio nelle uscite. Dura poco più di un tempo ed i polpacci non protestano. Già gran cosa. (BONUCCI 6 Passaggio di consegne tra capitani. Bonny orchestra la difesa dovendo fare gli straordinari per opporsi ad un Genoa che resta in partita con le unghie ed i denti. Non sfigura e non esalta)

BERNARDESCHI 6,5 Nell’insolita posizione di esterno basso sinistro, posizione che alcuni vorrebbero essere quella del carrarese nel futuro. Se la cava con buona disinvoltura e con personalità, elemento solitamente latitante. Non solo si sacrifica in copertura, ma spinge anche in avanti, con le sue lunghe falcate. Buona prestazione nelle due fasi.

WESLEY 5,5 Parte come un razzo intercontinentale, ma si affloscia abbastanza presto. Ha le movenze del brasileiro, ma solo quelle. Per il bagaglio completo, attendiamo che abbia fatto indigestione di pagnotte. Fino a che le sue giocate hanno creato pericolosità, la Juventus ha dominato, poi quasi in concomitanza con la sua sparizione, l’azione bianconera si è imbolsita. Sarà casuale? (CRISTIANO RONALDO 6 Un brivido blu (o rossoblu?) è sceso lungo le schiene dei genoani al vederlo in campo, perché può anche condizionare la sola lettura del suo nome da parte dello speaker. Entra con la voglia di aiutare i compagni nel trovare il bandolo della matassa e ci riesce, presenziando in tutte o quasi le azioni pericolose. Allarga la difesa consentendo un approccio più facile alle conclusioni di Kulu e Morata. E’ in pressione in area nell’azione del definitivo vantaggio. Ecco la forza vera della Juve, poter schierare CR7 dalla panchina, roba da far ammattire chiunque.

ARTHUR 6 Telecomandato da Pirlo, come nemmeno Conte con Lichsteiner. Un passo avanti e due indietro. Gli ho visto fare 2 verticalizzazioni. Non 3, ma è già tanta roba. Avrà anche i piedi educati, ma la movenza è del talentuoso annoiato. Al Barça gongolano per aver migliorato in velocità con…Pjanic.

BENTANCUR 5,5 Un quarto d’ora è più che sufficiente per farsi stampare un giallo sul muso. Non demerita in fatto di gioco, ma la lentezza lo penalizza nei contrasti. Avrà fatto apposta per costringere il mister a sostituirlo, così da risparmiare energie? (RABIOT 5 Ad un certo punto, sorprendendomi nella disperata ricerca di Adrien, non pervenuto, mi trovo a rimpiangere don Rodrigo. Pazzesco. Poi ricompare con una delle sue “strappate”, per poi eclissarsi come nelle nebbie della Normandia. E la manovra rallenta quasi a fermarsi a mo’ di scala mobile a fine corsa…

PORTANOVA 6 Appare spesso alquanto sballottato tra fascia ed entrata nel campo. Ci mette la volontà, ma non va oltre una prestazione volenterosa. Non è un fulmine di guerra e se ne accorge da solo; perciò si limita a giocate semplici e sicure. Segno di umiltà ed intelligenza e merito di sufficienza. (RAFIA 7 Proviene dal Lione, che non significa essere un Tolisso o un Aouar, ma stasera basta ed avanza. Sembra un trottolino in mezzo a tanti compagni…statuari. Coglie l’occasione e caccia la palla in porta in qualche maniera, giocando a flipper con i difensori genoani. E’ una specie di seconda punta con la licenza di svariare. In bocca al lupo per la carriera)

KULUSEVSKI 6,5 Partenza devastante, una rete e quasi un’altra. Poi, quando la partita diventa complicata, Dejan scompare un poco dai radar, perdendo spesso lucidità. Resta comunque un pericolo costante per la difesa rossoblù e si spara una quantità industriale di kilometri e di scatti. Dove Chiesa cala lo scatto, lui ci mette il fisico. Non sempre viene ripagatol, soprattutto se incoccia in un Paleari in vena di miracoli.

MORATA 7 La boa che inalbera il segnale luminoso per i naviganti. Gara esplicativa di come Alvarone sia fondamentale per l’attacco juventino. Centravanti, primo difensore, sponda e micidiale finalizzatore, dapprima si esibisce nella parte più classica della punta centrale, per finire a tamponare gli ultimi esanimi tentativi di recupero della parità da parte del Genoa. I supplementari si spera non gli abbiano prosciugato energie preziose per domenica prossima.

PIRLO 6,5 Mescola le carte tra giovani, meno giovani, vecchi e giocatori da risparmiare. Formazione del tutto inedita che non sbaglia l’approccio, anche se verso la fine del tempo iniziale si distrae sovente fino a far rientrare il Genoa in partita. Ormai ha fatto tesoro di situazioni analoghe e cambia Bentancur prima che sia troppo tardi. Si arrocca con Bonucci e Danilo, senza vergognarsi di tirare alla fine senza tanti arzigogoli. Si risparmierebbe CR7, ma la partita va portata a casa senza se e senza ma. Pesca il jolly con Rafia e lo stellone è salvo. Ora Sassuolo – S.P.A.L. stabilirà l’avversaria del prossimo turno, ma “non ci cale mica” per il momento: di nuovo San Siro chiama e la Juve deve rispondere, per sé stessa e per il “decimo”.

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